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Niente più controlli a sorpresa: la rivoluzione dell’Agenzia delle Entrate che regala una gioia ai cittadini

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Come sfuggire ai controlli - Brekka.it
Altro che controlli a sorpresa da parte del Fisco: ora non sarà più possibile, ed ecco qual è la vera ragione. Tra le cose che aziende e privati cittadini temono maggiormente, ci sono senza dubbio i controlli dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza. Si tratta, chiaramente, di qualcosa che può generare ansia, soprattutto se si è coscienti di aver commesso errori o eventuali omissioni. Ma a volte, anche se si sa di essere in regola, si può comunque essere in agitazione. E a proposito di verifiche da parte di questi enti, c’è una novità che riguarda l’Agenzia delle Entrate e che ha a che fare con una sentenza emessa dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo).

Controlli a sorpresa Agenzia delle Entrate addio: la sentenza della CEDU parla chiaro

La CEDU ha condannato il nostro Paese in quanto Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza avrebbero eseguito ispezioni fiscali in alcune imprese e studi professionali senza una vera ragione preventiva.
Come sfuggire ai controlli

Controlli Agenzia – Brekka.it

In sostanza, il Fisco sarebbe entrato nelle sedi dei contribuenti in questione, in cerca di qualcosa, ma senza motivare cosa, in effetti, e quali erano i sospetti reali. La CEDU ha chiarito che questa è una violazione di diritto alla privacy e al domicilio, come riportato nell’art.8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il caso che ha portato alla condanna è quello di 8 imprese italiane che hanno fatto ricorso alla CEDU, in quanto tra il 2018 e il 2022 avevano subìto verifiche fiscali. I controllori si erano recati fisicamente negli uffici e avevano sequestrato documenti, senza spiegare quali erano le irregolarità di cui si sospettava. Avrebbero solo detto che i documenti servivano per l’acquisizione di prova. La CEDU ha quindi chiarito che queste giustificazioni non sono sufficienti. Lo Stato, infatti, può eseguire verifiche ma non può entrare in spazi privati se non c’è una ragione specifica, verificabili e precedentemente scritta. In caso di motivazione vaga, si configura un controllo arbitrario, e il cittadino si trova indifeso. Questo atteggiamento è dunque violazione, secondo l’art.8 CEDU, di domicilio, documenti, comunicazioni. Chiaramente è giusto combattere l’evasione fiscale, ma non c’è potere illimitato di perquisire. Lo Stato deve dimostrare la ragione per cui fa il suo ingresso in un posto, spiegare cosa cerca e quali sono i sospetti concreti di cui dispone ecc. L’Italia, per non essere condannata ancora, ha apportato modifiche alla legge con il DL 84/2025, dal 2 agosto scorso effettivo. Ogni volta che c’è un accesso fiscale ci dev’essere motivazione scritta e specifica, nonché precedente l’ispezione. In caso di autorizzazione vaga, generica o non motivata, il controllo è nullo.

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