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Assegno Unico, slitta il pagamento di febbraio? Quando arriverà l'accredito

Assegno Unico, slitta il pagamento di febbraio?
Le novità per il 2026 - brekka.it

L’attenzione ai tempi e alla correttezza nella compilazione delle domande e nell’aggiornamento dei dati risulta quindi fondamentale.

Con l’avvio del nuovo anno, l’Assegno unico e universale per i figli a carico presenta importanti aggiornamenti che impattano direttamente sulle famiglie italiane.

Tra la rivalutazione degli importi legata all’inflazione, le nuove soglie Isee e una revisione tecnica del calcolo dell’indicatore utilizzato dall’Inps, il calendario dei pagamenti di febbraio 2026 richiede particolare attenzione, soprattutto in vista della scadenza per il rinnovo dell’Isee.

Calendario e modalità di pagamento dell’Assegno unico a febbraio 2026

Per la mensilità di febbraio, l’Inps ha definito un calendario differenziato: le famiglie già beneficiarie senza variazioni nella domanda o nella situazione anagrafica riceveranno l’accredito tra giovedì 19 e venerdì 20 febbraio.

Tuttavia, per chi ha aggiornato l’Isee, presentato domanda a gennaio o subito modifiche rilevanti come la nascita di un figlio o il cambio di Iban, il pagamento potrebbe slittare all’ultima settimana del mese, tra il 23 e il 27 febbraio.

La regola generale è chiara: i beneficiari “a regime” percepiscono l’assegno a metà mese, mentre le nuove domande o quelle soggette a ricalcoli vengono gestite con tempi più lunghi. Questo sistema mira a garantire una maggiore precisione nel riconoscimento del diritto e nell’erogazione del sostegno economico.

Novità normative e importi aggiornati dell’Assegno unico 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, la misura ha subito una rivalutazione degli importi dell’1,4% in linea con l’inflazione certificata dall’Istat.

Assegno Unico, slitta il pagamento di febbraio?

I dettagli da conoscere – brekka.it

Questo incremento si traduce in un aumento delle somme erogate mensilmente per ciascun figlio minorenne: l’importo massimo raggiunge ora i 203,8 euro per Isee fino a 17.468,51 euro, mentre il minimo è fissato a 58,3 euro per Isee superiori a 46.582,71 euro o in assenza di Isee. Tra queste due soglie, l’assegno decresce progressivamente.

Inoltre, il calcolo dell’Isee è stato rivisto con l’introduzione di un indicatore specifico per le prestazioni familiari e per l’inclusione sociale.

Le modifiche più rilevanti riguardano l’aumento della franchigia sull’abitazione principale fino a 91.500 euro (120 mila euro nei capoluoghi di Città metropolitana), maggiorazioni più vantaggiose della scala di equivalenza per nuclei con più figli e l’introduzione di franchigie aggiuntive per figli conviventi a partire dal secondo. Tale indicatore, pur non essendo ancora attestato separatamente, è già utilizzato dall’Inps per determinare l’importo dell’assegno.

Maggiorazioni e obblighi per i beneficiari

Restano confermate e aggiornate anche le maggiorazioni previste, tra cui:

  • fino a 122,3 euro mensili aggiuntivi per figli con disabilità non autosufficienti;
  • +23,3 euro per figlio nel caso di madri under 21 anni;
  • fino a 34,9 euro nelle fasce Isee più basse per nuclei con entrambi i genitori lavoratori;
  • incrementi per figli successivi al secondo, modulati in base all’Isee.

A queste si aggiungono i nuovi incrementi del 50% per i figli sotto un anno e per i bambini tra 1 e 3 anni nelle famiglie con almeno tre figli e Isee entro 46.582,71 euro, oltre a un contributo forfettario di 150 euro per nuclei con almeno quattro figli a carico.

Dal punto di vista amministrativo, è importante sottolineare che dal 2026 la domanda di Assegno unico ha validità pluriennale: non è quindi necessario presentarla ogni anno, a meno che non sia stata revocata, respinta o decaduta.

Restano obbligatorie invece le comunicazioni di eventi modificativi come la nascita di un figlio, variazioni di disabilità, raggiungimento della maggiore età o cambiamenti nelle modalità di pagamento.

Scadenza rinnovo Isee e conseguenze per chi non aggiorna

Il termine ultimo per il rinnovo dell’Isee è fissato al 28 febbraio 2026. Chi non provvederà all’aggiornamento entro questa data subirà una riduzione automatica dell’importo erogato da marzo: l’assegno verrà corrisposto al minimo di legge, ossia 58,3 euro per figlio, indipendentemente dalla reale situazione economica.

Chi presenterà l’Isee aggiornato entro il 30 giugno potrà beneficiare di un ricalcolo con effetto retroattivo a partire da marzo, con riconoscimento degli arretrati. Oltre tale termine, invece, l’adeguamento sarà valido solo dal mese successivo alla presentazione. Pertanto, pur non bloccando l’erogazione, il mancato rinnovo riduce significativamente il sostegno economico alle famiglie.

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