La London Fashion Week Autunno Inverno 2026/27 ha riportato al centro una domanda precisa: qual è oggi l’identità della moda britannica? Tra passerelle, debutti e ritorni attesi, il messaggio è stato chiaro.
Londra non vuole competere sul terreno dello spettacolo fine a sé stesso, ma su quello della visione. Più che effetti speciali, ricerca. Più che nostalgia, rilettura contemporanea dei codici storici inglesi: sartorialità, ribellione, ironia, romanticismo. Le tendenze emerse non sono esercizi creativi lontani dalla realtà, ma spunti concreti che possono entrare nel guardaroba quotidiano già ora. Ecco i trend chiave visti a Londra e come interpretarli.
Il trench in pelle corto
Simbolo per eccellenza dello stile britannico, il trench cambia proporzioni. Per l’AI 26/27 diventa più corto, strutturato e spesso realizzato in pelle. L’effetto è deciso, quasi urbano. Si indossa con pantaloni a gamba dritta, gonne midi o denim essenziale. È il capospalla perfetto per la mezza stagione, capace di sostituire la classica giacca senza perdere eleganza.
La maglieria lavorata
La maglieria artigianale si prende la scena. Intrecci spessi, punti irregolari, lavorazioni tridimensionali e texture evidenti trasformano cardigan e pullover in veri protagonisti. Il richiamo è alla tradizione britannica, ma l’interpretazione è moderna: volumi morbidi, colori neutri o naturali, layering intelligente. Un modo per riportare al centro il valore del fatto a mano.
Il cappotto di piume
Il piumino evolve e diventa cappotto. Le linee sono più lunghe, i volumi controllati, l’aspetto meno sportivo. Il cappotto imbottito unisce comfort e struttura, adattandosi sia ai look da giorno sia a quelli più formali. Una risposta concreta al bisogno di funzionalità senza rinunciare allo stile.
Il trench impreziosito
Accanto alla versione minimal, emerge un trench decorato con ricami, dettagli metallici o applicazioni. È la dimostrazione che anche un capo iconico può trasformarsi in pezzo statement. Si presta alla sera, ma funziona anche con outfit semplici, lasciando che sia il capospalla a definire il carattere del look.
La felpa in nylon
Lo sportswear si raffina e diventa più tecnico. La felpa in nylon, dalle linee pulite e spesso monocromatiche, si inserisce in look urbani più sofisticati. Abbinata a gonne midi, pantaloni ampi o scarpe eleganti, crea un contrasto interessante tra praticità e costruzione sartoriale.
La gonna a vita bassa
La vita si abbassa, ma con maggiore consapevolezza rispetto al passato. Le nuove gonne low waist sono più strutturate e meno provocatorie. Spesso abbinate a maglie morbide o blazer, riportano in auge un’estetica anni Duemila rivisitata in chiave adulta.
Sottovesti in pizzo
La lingerie esce dall’intimità e diventa parte integrante del guardaroba. Le sottovesti in pizzo si portano con cappotti importanti o sopra t-shirt essenziali, giocando sul contrasto tra delicatezza e rigore. Il risultato è femminile ma non fragile.
Il viola come colore chiave
Tra le palette viste in passerella, il viola è quello che più ha segnato la stagione. Dal lilla tenue al prugna profondo, attraversa cappotti, abiti e accessori. È un colore che comunica personalità senza risultare eccessivo, facile da abbinare a nero, grigio e marrone.
Stampa animalier
L’animalier resta un elemento forte, ma si allontana dall’idea di dettaglio marginale. Viene proposto su cappotti over, abiti lunghi e coordinati completi. Più grafico, meno istintivo, diventa un pattern strutturato che definisce l’intero look.
Ispirazioni vittoriane
Colletti alti, maniche importanti, bottoni decorativi e dettagli romantici richiamano l’epoca vittoriana. Tuttavia, le suggestioni storiche sono filtrate da linee pulite e tagli contemporanei. L’effetto non è teatrale, ma raffinato e portabile.
La London Fashion Week AI 26/27 dimostra che la moda britannica sa guardare al passato senza restarne prigioniera. Le tendenze emerse parlano di identità, artigianalità e contaminazione tra codici diversi. Non si tratta di stravolgere il proprio stile, ma di integrare elementi mirati: un colore, una silhouette, un dettaglio. È così che Londra torna protagonista, puntando su carattere e coerenza più che sull’effetto sorpresa.








