Venezia entra in passerella senza chiedere permesso. Non come cartolina, ma come presenza viva, teatrale, quasi eccessiva. È lei la figura che attraversa la nuova collezione Blumarine firmata da David Koma, presentata a Milano per il prossimo inverno.
Non c’è un volto preciso dietro questi abiti. C’è una città. Con la sua bellezza consumata dall’umidità, con le ombre dei palazzi che si allungano sull’acqua, con quella sensualità un po’ decadente che a Venezia appartiene più ai muri che alle persone.
La rosa cambia pelle
La rosa, simbolo storico della maison, qui perde ogni delicatezza romantica e si fa scura, metallica, quasi tagliente. Compare come ricamo fitto, come stampa nera su fondo bianco, come applicazione lucida su abiti e pantaloni. Non è un dettaglio ornamentale. È un segno ripetuto, insistito.
Intorno a questo elemento ruota una proposta che punta dritta sulla sensualità, ma senza leggerezza. Le calze autoreggenti attraversano la maggior parte dei look, visibili, esibite, parte integrante della costruzione dell’insieme. Le gonne sono molto corte. I pantaloni di pelle si aprono sui fianchi. Le tute in lycra e pizzo aderiscono come una seconda pelle.
Non è una femminilità timida. È una femminilità che si espone, che accetta di essere guardata. E questo, nella vita reale, significa qualcosa. Significa che la moda continua a proporre un’immagine forte, a volte estrema, che poi ognuno traduce nel proprio quotidiano con misura diversa.
Un guardaroba quasi solo da sera
In passerella sfilano lunghi abiti in chiffon con plissé e volant, strascichi che sfiorano il pavimento, mini dress a palloncino, cappe di pelliccia scenografiche. Ai piedi, stivali stringati alti, decisi. È un guardaroba che parla soprattutto di sera, di occasioni speciali, di eventi in cui l’abito deve farsi notare.
Per chi guarda da fuori può sembrare lontano dalla quotidianità. E in parte lo è. Ma ogni sfilata lavora anche per sottrazione. Un dettaglio, una proporzione, un tessuto filtrano poi nelle collezioni più accessibili. Una rosa nera su una camicia, una calza lavorata sotto una gonna più semplice, un tocco di pelle in un look altrimenti sobrio.
David Koma lo dice senza girarci intorno: è cresciuto circondato da dive. E se Venezia fosse una diva, sarebbe lei la sua musa. Non una donna precisa, ma una città intera, con la sua teatralità naturale. Barocca, sensuale, un po’ oscura.
Per chi segue la moda senza viverla come addetto ai lavori, questo racconto conta perché mostra come un marchio provi a ridefinire la propria identità attraverso un immaginario forte. Blumarine negli anni è stata associata a un romanticismo più leggero. Qui la direzione è diversa. Più adulta. Più dura.
Resta da capire quanto di questa Venezia notturna entrerà davvero nei negozi e negli armadi delle persone comuni. Le sfilate parlano per immagini potenti, ma poi la vita di tutti i giorni chiede compromessi. Tra desiderio e praticità, tra sogno e spesa concreta. E forse è proprio in quello spazio, non del tutto risolto, che la moda continua a giocare la sua partita.








