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Checco Zalone, lussuosa terrazza affacciata sul mare di Bari: dove vive la star degli incassi record

© Indiana Production/MZL

La città che non ti aspetti

Chiunque abbia seguito la carriera di Checco Zalone dal 2005 a oggi sa che potrebbe vivere dove vuole. Sei film che insieme hanno incassato 295 milioni di euro, cinque dei quali nella top ten degli incassi italiani di tutti i tempi, l’ultimo — Buen Camino, uscito il 25 dicembre 2025 — che ha battuto il record assoluto di sempre in Italia superando Avatar (2009) con oltre 75 milioni di euro. Eppure Luca Pasquale Medici, questo il vero nome di Checco Zalone, vive ancora a Bari Vecchia, il quartiere medievale attorno alla Basilica di San Nicola, a due passi dal mare, tra vicoli bianchi e turisti che fotografano i sassi.

La scelta non è nostalgia e non è postura. È radicamento. Zalone è nato a Capurso, comune della città metropolitana di Bari, il 3 giugno 1977, si è diplomato al liceo scientifico Sante Simone di Conversano e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Bari  con una tesi in Diritto del Lavoro. Prima di sbarcare a Zelig ha fatto i concorsi da vice ispettore di Polizia e all’INAIL a Rimini — bocciato entrambe le volte. Ha cantato ai matrimoni pugliesi, si è avvicinato al jazz, poi è arrivato il cabaret. La carriera lo ha portato in tutta Italia e in tour internazionali, ma il centro di gravità è rimasto Bari.

Il pianoforte che condivide con Herbie Hancock

Dell’appartamento si sa poco, perché Zalone non posta nulla sui social — il suo profilo Instagram è quasi inattivo, nessuna stories della cucina, nessuna foto dei divani. Il quadro più preciso lo ha offerto il giornalista Vittorio Zincone in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera, unica visita documentata all’interno della casa. Quello che emerge è un contrasto netto: il quartiere è tra i più antichi e tradizionali della città, le strade sono quelle che i baresi chiamano da sempre, ma dentro l’appartamento è tutto hi-tech, moderno, progettato con cura. Grande terrazzo con vista sul mare, divanetti neri posizionati per godersi il panorama, e nel salone — insieme a un quadro dell’artista Pietro Ruffo — un pianoforte a coda.

Su quel pianoforte Zalone ha detto: «Me lo sono regalato dopo Sole a catinelle. Questo modello ce lo abbiamo io, Pippo Baudo e Herbie Hancock. È l’unico oggetto che possiedo più costoso di quello che ha in casa Valsecchi». Pietro Valsecchi è il produttore con cui ha collaborato nei primi film e con cui poi i rapporti si sono incrinati — il riferimento non era casuale. Il pianoforte è anche il simbolo di come Zalone si racconta: con autoironia, con precisione, con quel gusto per il dettaglio concreto che distingue la sua comicità dai colleghi.

Il nome che significa “che tamarro”

Lo pseudonimo Checco Zalone deriva dall’espressione in dialetto barese che cozzalone — traducibile approssimativamente con “che tamarro”. La scelta era deliberata, coerente con il personaggio costruito per Zelig a partire dal 2005: il cantante neomelodico pugliese che si esibisce ai matrimoni, con accento marcato e canzoni esilaranti. Un personaggio di provincia che la televisione italiana guardava dall’alto — e che invece stava descrivendo qualcosa di reale nel paese. Il pubblico lo ha capito prima della critica.

Una immagine di Bari Vecchia

La famiglia che non appare

Mariangela Eboli, con cui Zalone ha avuto una relazione dal 2006 al luglio 2024, è stata a lungo anche la sua manager: amministratrice unica della MZL s.r.l., la società fondata da Luca Medici per gestire gli spettacoli e le produzioni. Ha recitato come comparsa in alcuni dei suoi film. Dalla relazione sono nate due figlie: Gaia nel 2013 e Greta nel 2017. Dopo la separazione, Medici è diventato lui stesso amministratore delegato della società, con un accordo liquidatorio con l’ex compagna.

Né Eboli né le figlie compaiono mai nelle comunicazioni pubbliche di Zalone. Nessuna foto, nessuna intervista, nessuna apparizione a eventi. La casa di Bari Vecchia è il confine fisico tra la persona pubblica — il comico, il personaggio, il fenomeno commerciale — e la vita privata che ha scelto di tenere fuori dai radar.

Buen Camino e il record

Il 17 gennaio 2026, con il film ancora in sala, Buen Camino ha superato il record assoluto di incassi nella storia del cinema italiano, scalzando Avatar (2009) che deteneva il primato da sedici anni. Budget di produzione dichiarato: 28 milioni di euro. Incasso totale: oltre 75 milioni. Nel giorno di Natale aveva conquistato il 78,8% del mercato cinematografico italiano, con 5,6 milioni di euro in 24 ore — record assoluto per Natale, superando il precedente del cinepanettone Natale a New York del 2006. Durante la conferenza stampa, rispondendo a chi lo confrontava con Avatar: Fuoco e Cenere uscito pochi giorni prima, Zalone aveva commentato: «Questo James, come si chiama, Camerun, dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi chi è sto Zalone».

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