Non arriva da un laboratorio high-tech né da una formula appena brevettata. L’argilla ghassoul ,chiamata anche rhassoul, viene estratta da secoli dalle montagne dell’Atlante, in Marocco, e fa parte dei rituali di bellezza tradizionali delle donne nordafricane.
Oggi torna al centro dell’attenzione, complice una crescente ricerca di prodotti semplici, naturali e multifunzione. Il nome deriva dall’arabo ghasala, “lavare”. Ed è proprio questa la sua funzione principale: detergere in profondità senza aggredire. Una promessa che, in un mercato saturo di attivi complessi e routine infinite, suona quasi controcorrente.
Perché è diversa dalle altre argille
A renderla particolare è la composizione. Il ghassoul è ricco di silice, magnesio, ferro e potassio, elementi che contribuiscono a purificare ma anche a mantenere l’equilibrio della pelle. A differenza di altre argille più assorbenti, come quella verde, non tende a seccare in modo eccessivo.
Quando viene mescolata con acqua tiepida diventa una pasta cremosa da applicare su viso, corpo o capelli. In posa per una decina di minuti, aiuta a rimuovere impurità, cellule morte e residui di prodotti styling. La sensazione, dopo il risciacquo, è quella di una pelle più compatta e di un cuoio capelluto leggero.
Non è magia. È una pulizia profonda ma meno aggressiva rispetto a molti detergenti schiumogeni tradizionali.
Perché nel 2026 se ne parla così tanto
Il ritorno dell’argilla ghassoul si inserisce in una tendenza più ampia: ridurre il numero di prodotti in bagno e scegliere ingredienti riconoscibili. Le routine minimaliste stanno prendendo piede, così come l’attenzione per formule biodegradabili e meno elaborate.
Influencer, dermatologi e appassionati di skincare ne parlano come di una soluzione pratica: un solo ingrediente che può funzionare da maschera viso, impacco purificante per i capelli o trattamento corpo. In un momento in cui si cercano alternative meno invasive e più sostenibili, questo tipo di prodotto trova terreno fertile.
È adatta a molte tipologie di pelle, comprese quelle sensibili, anche se non significa che sia universale. La risposta resta sempre individuale.
Come usarla senza errori
Inserirla nella propria routine è semplice, ma serve qualche attenzione. La pasta non dovrebbe mai asciugarsi completamente sul viso: quando tira troppo, può risultare fastidiosa. Meglio risciacquarla prima che secchi del tutto, magari vaporizzando un po’ d’acqua durante la posa.
Una o due applicazioni a settimana sono più che sufficienti. Chi ha pelle secca può aggiungere qualche goccia di olio vegetale, aloe vera o acqua di rose alla miscela. Per i capelli, un filo di olio di cocco sulle punte può evitare che risultino troppo asciutte.
Resta valido il consiglio più semplice: provare prima su una piccola zona, soprattutto se si ha una pelle reattiva.
Rituale antico, lettura contemporanea
La forza del ghassoul non sta solo nei benefici immediati, ma nella sua storia. È un gesto che arriva da lontano e che oggi viene reinterpretato in chiave moderna. Meno prodotti, meno sovrapposizioni, più attenzione alla qualità degli ingredienti.
Nel 2026 potrebbe diventare uno dei simboli di questa nuova fase beauty: non una rivoluzione improvvisa, ma il ritorno consapevole a ciò che funziona da tempo. E forse è proprio questa semplicità a renderlo interessante.








