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Rottamazione quinquies, come funziona il limite dei 60 giorni e tutte le delucidazioni sulla sanatoria fiscale più richiesta

Chiarimenti e specifiche sulla Rottamazione Quinquies - brekka.it

Arrivano i primi aggiornamenti dell’anno sulla Rottamazione Quinquies e sul nuovo limiti di 60 giorni, ecco allora le novità.

La rottamazione quinquies continua a generare dubbi tra i contribuenti, soprattutto quando si parla di tributi locali come IMU, TARI o canoni comunali. Molti immaginano che la definizione agevolata prevista a livello statale si estenda automaticamente anche alle entrate territoriali, ma la realtà è molto diversa.

Un recente chiarimento parlamentare ha confermato che Regioni e Comuni non sono obbligati ad applicare la misura, possedendo piena autonomia decisionale. Il riferimento normativo è contenuto nell’articolo 1, commi 102 e 103, della Legge di bilancio 2026, che attribuisce agli enti territoriali un potere discrezionale.

Rottamazione, come funziona il nuovo limite temporale

La rottamazione locale può essere attivata solo attraverso un atto formale dell’ente, che deve definire tempi, modalità operative e ambito delle entrate coinvolte. Senza questo provvedimento, la sanatoria non può essere applicata e nessun contribuente può invocarla come diritto automatico.

Rottamazione quinquies, come funziona il limite dei 60 giorni

Il nuovo limite di 60 giorni senza a proteggere i contribuenti – brekka.it

Il meccanismo si articola in due percorsi distinti, che variano in base alla natura dell’ente territoriale coinvolto. Le Regioni possono introdurre la misura tramite una legge regionale, mentre i Comuni devono adottare un regolamento specifico ai sensi dell’articolo 52 del Decreto Legislativo 446 del 1997.

Ogni territorio può quindi costruire una propria versione della rottamazione, stabilendo scadenze, rateazioni e tipologie di entrate ammesse. Esiste però un limite importante che tutti gli enti devono rispettare, indipendentemente dalle scelte politiche o amministrative adottate.

La normativa impone che la scadenza finale per il pagamento delle somme definite non possa essere fissata prima di sessanta giorni dalla pubblicazione dell’atto. Questo intervallo minimo garantisce trasparenza, informazione adeguata e tempo sufficiente per consentire ai contribuenti di aderire consapevolmente.

In pratica, se un Comune approva il regolamento e lo pubblica sul proprio sito istituzionale, la prima scadenza utile deve rispettare quel margine temporale. La regola evita provvedimenti troppo rapidi o poco chiari, assicurando una gestione più ordinata delle pendenze fiscali locali.

Un altro aspetto rilevante riguarda la riscossione, che spesso non è gestita direttamente dall’ente ma affidata a soggetti esterni. Il comma 104 della stessa legge stabilisce che la rottamazione può essere applicata anche quando la riscossione avviene tramite concessionari diversi dall’Agenzia delle Entrate‑Riscossione.

Questo significa che l’ente può deliberare la misura anche se utilizza società private o altri soggetti previsti dalla normativa vigente. In sintesi, la rottamazione quinquies sui tributi locali non nasce automaticamente e dipende esclusivamente da una scelta esplicita dell’ente territoriale.

Solo un atto formale può attivare la procedura, definendo regole chiare e un perimetro preciso delle entrate coinvolte. Quando l’ente decide di intervenire, la misura può diventare uno strumento concreto per chiudere pendenze fiscali, ma sempre nel rispetto dei limiti imposti dalla legge.

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