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Italia, scatta il divieto di fumo: multe fino a 500 euro, quando entra in vigore

divieto di fumo
Vietato fumare, ecco da quando Brekka.it

C’è chi accende una sigaretta appena sistemato l’ombrellone, chi la fuma passeggiando sulla battigia e poi la spegne nella sabbia.

È un gesto abituale in molte località balneari, ma sempre più amministrazioni stanno iniziando a metterlo in discussione. Non solo per una questione di salute pubblica, ma soprattutto per l’impatto ambientale che il fumo lascia sulle coste.

Quando scatta il divieto e dove

A partire dalla primavera del 2026, una città dell’Adriatico ha deciso di fare un passo ulteriore: vietare il fumo su tutte le spiagge comunali. Il provvedimento entrerà in vigore dal 1° aprile 2026 e riguarderà non solo le sigarette tradizionali, ma anche quelle elettroniche.

La decisione è stata annunciata dall’assessora all’Ambiente Maria Rosa Conti, che ha spiegato come l’obiettivo sia proteggere il litorale e migliorare la qualità degli spazi pubblici. «È una scelta che nasce da un’esigenza di tutela ambientale ma anche di responsabilità collettiva», ha dichiarato.

Il divieto rappresenta un’evoluzione di una misura già introdotta alcuni anni fa. Nel 2019 infatti era stata emanata un’ordinanza che proibiva di fumare nei primi cinque metri dalla battigia e nello specchio d’acqua fino a 200 metri dalla riva.

Con il nuovo regolamento, però, l’area interessata si estende a tutta la spiaggia: dall’arenile alle passerelle, fino alle zone sotto gli ombrelloni.

Le uniche eccezioni riguarderanno gli spazi dei bar e le eventuali aree fumatori che potranno essere create dai concessionari degli stabilimenti balneari.

Saranno zone delimitate e segnalate, pensate per conciliare le esigenze dei fumatori con quelle di chi preferisce una spiaggia completamente libera dal fumo.

La novità è stata già comunicata ai gestori degli stabilimenti e ai bagnini, che nelle prossime settimane dovranno organizzare la segnaletica e informare i bagnanti delle nuove regole.

Stop fumo Italia

Addi sigarette Italia Brekka.it

Cosa c’è dietro la scelta e quali sono le sanzioni

Dietro la decisione c’è anche una motivazione ambientale molto concreta. I mozziconi di sigaretta sono infatti tra i rifiuti più diffusi sulle spiagge.

Spesso vengono abbandonati nella sabbia o gettati in mare, ma i filtri contengono materiali plastici che possono impiegare fino a quindici anni per degradarsi. Nel frattempo rilasciano microplastiche e sostanze inquinanti che danneggiano l’ecosistema marino.

Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di sostenibilità che l’amministrazione sta portando avanti sul litorale, anche attraverso l’adesione al protocollo Plastic Free, che promuove pratiche di riduzione e gestione responsabile dei rifiuti negli stabilimenti balneari e nei campeggi.

Non mancheranno neppure i controlli. Nella fascia di mare fino a 200 metri dalla riva la vigilanza sarà affidata alla Capitaneria di Porto, mentre sull’arenile interverrà la Polizia Locale. Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni che possono arrivare fino a 500 euro.

La scelta segue una tendenza che sta prendendo piede in diverse località turistiche. A Jesolo, per esempio, è stata creata una “smoking area” dedicata proprio per ridurre l’abbandono dei mozziconi.

In Spagna, la città di San Sebastián ha inserito il divieto di fumare in spiaggia tra le misure per una gestione più sostenibile del turismo. E alle Maldive è stato introdotto persino un divieto generazionale per il fumo.

Il comune italiano che ha deciso di fare questo passo è Pesaro, che punta così a trasformare il proprio litorale in uno spazio più pulito, più rispettoso dell’ambiente e più vivibile per tutti.

Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole dimostrare come anche piccoli gesti quotidiani possano contribuire alla tutela del mare e delle spiagge.

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