La moda non dimentica mai ed é quello che sta accadendo con l’estetica degli anni Settanta, oggi al centro delle collezioni primavera-estate 2026.
Un ritorno che non è semplice nostalgia, ma una rilettura contemporanea di un decennio che ha ridefinito le regole dello stile, liberandolo da schemi rigidi e aprendolo a contaminazioni audaci.
Zeppe vertiginose, pantaloni a zampa, tessuti lucidi e stampe psichedeliche: negli anni ’70 tutto conviveva senza gerarchie. Oggi quello spirito torna in una versione più raffinata, ma non meno espressiva. E a guidare questo revival sono soprattutto le scarpe, diventate il punto di incontro tra memoria e modernità.
Sulle passerelle internazionali si respira un’aria familiare. Non è un caso: il richiamo a figure come Cher, Diana Ross, Stevie Nicks e Jane Birkin è evidente, ma non didascalico. Le loro silhouette e il loro atteggiamento – libero, sensuale, mai costruito – diventano oggi un linguaggio visivo che i designer reinterpretano con materiali e linee attuali.
Le scarpe, in particolare, raccontano bene questo passaggio. Non sono semplici accessori, ma veri e propri strumenti di identità.
Peep-toe: il fascino discreto che resiste al tempo
Le peep-toe tornano con una naturalezza quasi sorprendente. Quel dettaglio – la punta leggermente aperta – che negli anni ’70 suggeriva più che mostrare, oggi diventa un segno di eleganza misurata. Le versioni viste in passerella puntano su colori chiari e linee pulite, perfette per accompagnare look quotidiani senza risultare eccessive. È il classico esempio di come un elemento rétro possa adattarsi alla contemporaneità senza perdere la propria identità.
C’è qualcosa di profondamente rilassato nei mocassini con frange. Forse è la loro origine legata a un’estetica più libera, forse la loro capacità di adattarsi a qualsiasi contesto. Oggi tornano più sofisticati, ma senza perdere quella componente “easy” che li rende immediatamente riconoscibili. Abbinati a pantaloni fluidi o denim, funzionano perché non cercano di dominare il look: lo accompagnano.

Plateau in legno: il ritorno della materia (www.brekka.it)
Se c’è un elemento che definisce l’immaginario anni ’70, è la matericità. Il legno, in particolare, torna protagonista nelle suole platform, portando con sé un senso di autenticità che dialoga bene con la ricerca contemporanea di materiali più naturali. Le nuove versioni sono più leggere, più ergonomiche, ma conservano quell’impatto visivo deciso che le rende immediatamente riconoscibili.
L’anima disco degli anni ’70 riemerge nei sandali metallizzati, oggi meno “da sera” e più versatili. L’argento e le superfici lucide si inseriscono anche nei look diurni, spezzando la monotonia di outfit minimal. È qui che si coglie la vera evoluzione: ciò che un tempo era legato a un contesto preciso, oggi diventa trasversale.








