C’è un veicolo che hanno avuto tutti quanti, e possiamo dire quasi con assoluta certezza che rappresenta il made in Italu nel mondo.
L’idea nasce nel 1964. L’Italia sta vivendo il boom economico: le fabbriche producono a ritmi elevati, il numero di automobili cresce rapidamente e la vita nelle città diventa sempre più dinamica.
In questo contesto il progettista Rinaldo Donzelli disegna una bicicletta per la fabbrica veneta Carnielli di Vittorio Veneto. L’obiettivo è pratico: realizzare una bici che si adatti alla vita urbana e agli spazi sempre più ridotti delle abitazioni. Il progetto introduce alcune soluzioni poco diffuse per l’epoca.
Il telaio pieghevole permette di ridurre l’ingombro della bicicletta. Le ruote da sedici pollici rendono il mezzo compatto e facilmente trasportabile. L’assenza della classica canna orizzontale semplifica la salita e la discesa dalla bici.
Questo significa che la Graziella può essere riposta in casa, trasportata in auto o portata su un pianerottolo senza occupare spazio eccessivo.
Un oggetto di design che entra nella cultura pop
La Graziella non rimane confinata al mercato italiano. In breve tempo compare in servizi fotografici e riviste di moda.Alcune immagini diventano molto note. Brigitte Bardot viene fotografata con la bicicletta e la definisce la sua “Rolls Royce”. Salvador Dalí posa accanto al mezzo nelle strade di Parigi. Anche i Beatles compaiono in alcune fotografie con la stessa bici.

Graziella, un mito tutto italiano (www.brekka.it)
Questo contribuisce a trasformare la Graziella in un oggetto associato allo stile e al design italiano. Il nome stesso richiama Grazia, la rivista di moda fondata nel 1938. La bicicletta viene presentata come un mezzo urbano, pensato soprattutto per un pubblico giovane e cittadino.
Anche i dettagli del progetto sono curati. Il portapacchi saldato direttamente al telaio diventa una caratteristica riconoscibile. Il campanello con la lettera G richiama il nome del modello. I colori più diffusi sono bianco panna e blu oltremare.
All’interno del tappo del portapacchi viene inserito anche un piccolo pennellino con vernice abbinata, utile per coprire eventuali graffi sul telaio.
La Graziella oggi e il ritorno delle biciclette pieghevoli
Con il passare del tempo il marchio cambia proprietà più volte e la produzione subisce alcune interruzioni. Nonostante questo, il design originale rimane facilmente riconoscibile.
Oggi la produzione è portata avanti da Bottecchia Cicli, azienda veneta che ha rilanciato il modello mantenendo molti elementi della versione storica.
Le nuove Graziella includono modelli urbani, versioni dedicate ai più giovani e biciclette a pedalata assistita. Il telaio pieghevole rimane una caratteristica centrale.
Il ritorno delle biciclette pieghevoli nelle città ha contribuito a riportare attenzione su questo modello storico. Il motivo è pratico: una bici compatta può essere caricata in auto, trasportata sui mezzi pubblici o riposta facilmente in casa. Soluzioni che negli anni Sessanta erano considerate insolite oggi fanno parte della mobilità urbana.
La Graziella continua quindi a circolare, tra modelli nuovi e vecchie biciclette ancora funzionanti recuperate da garage e cantine. Un oggetto nato più di sessant’anni fa che resta legato a un periodo preciso della storia italiana, ma che continua a essere utilizzato nelle città di oggi.








