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Capelli, un tuffo di colore con il trend “vintage”: dal 2016 la tonalità più glamour (e insolita)

Foto di Diana by Pexels

Una storia che ricomincia dal 2016

Chi frequenta i saloni da abbastanza anni ricorda bene il 2016: era l’anno in cui il rosa pastello era ovunque, dal box di tinta dei supermercati ai feed di ogni hairstylist con un profilo Instagram appena aperto. Sfumature dal lavanda al lilac pink, balayage rosa cipria su basi bionde decolorate. Una stagione di sperimentazione di massa, in cui il colore smise di essere un atto coraggioso e diventò accessibile a quasi tutte.

Poi il trend si è sgonfiato, come accade, e per qualche anno i capelli rosa sono rimasti appannaggio del colore semi-permanente dei concerti e dei festival. Il rosa si è preso una pausa. Adesso è tornato, ma con una grammatica diversa: meno bubblegum, più calore, più luce. E con un aggancio al mondo del cinema e della moda che gli conferisce una credenziale che nel 2016 non aveva.

Pamela Anderson e il colpo di scena di Parigi

Il momento che ha rimesso il rosa nell’agenda dei coloristi si chiama Paris Fashion Week primavera-estate 2026, settembre 2025. Pamela Anderson — che aveva inaugurato la sua seconda vita pubblica rinunciando al trucco davanti alle telecamere — si è presentata allo show di Mugler con una chioma strawberry blonde che non assomigliava a nessuna tinta vista prima. Il colore, realizzato insieme al colorista parigino John Nollet, si muoveva tra il biondo fragola e il rame soffice, con riflessi rosati che cambiavano sotto la luce. L’ispirazione dichiarata erano le attrici svedesi degli anni Sessanta — Gunnel Lindblom e Bibi Andersson, le muse di Bergman — e il cinema francese del 1963, citato esplicitamente da Nollet.

Non era una tinta urlata. Era un colore con una cultura dietro. E ha funzionato esattamente per questo.

Foto di Myléne da Pixabay

Come il rosa si trasforma nella palette 2026

La tendenza che si consolida per questa primavera-estate non è il rosa acceso dei mesi in cui impazzava il fenomeno Barbie, ma una famiglia cromatica più ampia che include il copper rose — rame caldo con riflessi rosati, spesso definito come l’alternativa naturale al rosso saturo — il Nostalgic Pink (una tonalità rosata calda, quasi pesca, con un’anima anni Cinquanta) e il Pink Frost, un rosa cipria lattiginoso che funziona meglio su basi chiare e schiarite.

Quello che accomuna queste sfumature è il rifiuto del colore piatto. Tridimensionalità, luce, movimento: sono i criteri che guidano la colorazione nel 2026, e il rosa — nelle sue declinazioni più soft — li rispetta tutti. Si lavora con il balayage o il colour melting per evitare transizioni nette e permettere una ricrescita gestibile, senza l’effetto radice che penalizzava i colori vivaci di qualche anno fa.

Per chi non vuole una trasformazione definitiva, i coloristi segnalano un aumento delle richieste di gloss rosati da applicare su biondi o castani chiari: una velatura temporanea che aggiunge riflessI senza stravolgere la base. Tecnica ideale per testare il colore prima di decidersi.

A chi sta bene e come mantenerlo

Il copper rose e le sue varianti rendono meglio su basi chiare o medie: bionde naturali, castane con schiariture preesistenti, capelli biondi che vogliono calore senza virare sul giallo. Su basi scure il risultato dipende molto dallo stato della fibra e richiede un lavoro preparatorio più lungo, ma il gloss rosa su castano scuro può creare riflessi interessanti sotto luce diretta.

La manutenzione è il punto critico di qualsiasi colore vivido. Shampoo senza solfati, maschera pigmentante ogni settimana, protezione dal calore: le regole non cambiano rispetto al 2016, ma i prodotti sono migliorati. I toner colorati da usare a casa hanno una formulazione più stabile e durano più a lungo senza lasciare depositi sulle zone più porose.

Il rosa del 2026 non chiede coraggio. Chiede solo una buona consulenza.

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